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[ 10.05.2010 ] - Diario di bordo 3° giorno

TERZO GIORNO
Lunedì 10 Maggio, la pioggia ha evitato la gara mattutina del lavaggio auto! Alle 9.00 in punto siamo partiti alla volta di Hohenschwangau per la visita al Castello di Neuschwanstein. C’erano tre possibilità di accesso al Castello: a piedi, con la carrozza trainata da cavalli e con il bus. Nel punto di arrivo c’era un bivio ed una delle stradine portava ad un ponte metallico costruito prima del Castello che, con qualche vertigine, permette di avere una vista panoramica monumentale. Alle 12.00 il gruppo ha iniziato la visita guidata in lingua italiana. Vi è un luogo dove sogno e realtà si incontrano in un maestoso incanto: il Castello di Neuschwanstein, uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. E' il "castello delle fiabe" per eccellenza, fatto costruire dal "re delle favole" Ludwig II fra il 1869 ed il 1886. Un simbolo degli ideali medievali rivisitati alla luce del romanticismo, situato nella sud della Baviera quasi al confine con l'Austria, che, dall'alto dei suoi 965 metri, domina su una cresta rocciosa, i paesi di Füssen e Schwangau ed il magnifico paesaggio circostante. Questo castello, unico al mondo per la sua bellezza, per la suggestiva architettura, per la splendida e ardita posizione con una bellissima vista panoramica, è stato costruito in stile neoromanico con elementi gotici ed ha una forma imponente, fantastica e slanciata, con un’immagine complessiva di una tale perfezione architettonica da sembrare ancora oggi irreale, quasi finto, tanto da aver ispirato molti celebri cartoni animati di Walt Disney. I cinque piani del castello sono interrotti e movimentati da un gran numero di pinnacoli, archi, colonne, torri e torrette, affiancate e spesso sovrapposte. Fra merli, guglie, feritoie si alzano le torri cilindriche e ottagonali. Se l’esterno del castello può affascinare, i suoi interni stupiscono per la ricchezza di decorazioni, affreschi, tessuti preziosi, seta, marmi, legni pregiati e pietre preziose. Marienbrücke: La parte rocciosa che confina direttamente col lato sud del castello, precipita nella gola di Pöllath. Le cascate del torrente cadono da un’altezza di 45 metri. Il ponte che attraversa la gola a 92 metri di altezza dalla cascata, costruito nel 1886, prima del castello, è un capolavoro tecnico di quell’epoca. Venne chiamato ‘Maria’ per ricordare la regina Maria, principessa prussiana e madre di Ludovico II di Baviera. Curiosità: Nel castello si trova la camera del Tasso: i dipinti sono ispirati dalle opere del poeta italiano Torquato Tasso. Ludwig II, quarto re di Baviera, è una delle figure storiche più affascinanti, controverse e misteriose della storia moderna. Nato il 25 agosto del 1845, guadagnò fin dalla prima infanzia l'affetto e l'ammirazione dei propri futuri sudditi, grazie anche alla propria naturale bellezza e al portamento fiero e regale. Alla morte del padre nel 1864, Ludwig fu incoronato re di Baviera, acclamato e adorato dai propri sudditi che vedevano nel bellissimo giovane e nella sua elegante uniforme, un sovrano ideale. Non potevano sapere che il promettente Ludwig avrebbe presto mostrato gravissime mancanze nella funzione di regnante, allontanandosi spesso dai propri doveri e dalle proprie responsabilità e fuggendo, a volte letteralmente, dal trono, per rifugiarsi nei luoghi sicuri della propria fantasia. Ludwig, è risaputo, era più attratto dal sesso maschile, condizione questa che gli portava - era un fervente cattolico - grande sconvolgimento d'animo e desiderio di espiazione dei peccati che spesso faticava a non commettere. La sua fantasia, estrosa ai limiti della coscienza, lo portò alla distruzione: il governo, esasperato dalle spese inusitate e dall'incapacità del re di assumere responsabilità politiche, organizzò un complotto per destituirlo. Nell'estate del 1886 il re fu dichiarato pazzo e fu prelevato da una delegazione governativa nel suo castello di Neuschwanstein. Ludwig, spogliato della propria sovranità da un manipolo composto proprio da quegli omuncoli grigiastri che tanto aveva odiato, si lasciò condurre, dopo un tentativo di fuga, al castello di Berg presso il lago di Starnberg, luogo che era stato designato per la sua prigionia. Le finestre della residenza erano state sbarrate e il re era seguito da infermieri e un dottore. La sera del 13 giugno, Ludwig II fu rinvenuto morto nel lago di Starnberg. Accanto a lui, il corpo del medico che aveva compilato la dichiarazione della sua incapacità mentale. Il mistero della morte del re è ancora irrisolto. Con lui è morto un re romantico, incapace di adattarsi al grigiore dell'ottocento e alla freddezza dell'etichetta, l'ultimo sovrano assoluto, colpevole di aver immaginato di poter essere un re medievale nobile e fiero in un'epoca in cui onore e valore erano solo parole scribacchiate in qualche polveroso libro di leggende. Uno spuntino e qualche souvenir prima del ritorno al parcheggio ed alle 14.00, nuovo tragitto di 45 km. per la visita del Castello di Linderhof, costruito tra il 1863 ed il 1886, dove Ludovico II ha vissuto gli ultimi 8 anni della sua vita. Il Castello si trova nel mezzo di una aspra zona montuosa, nella solitudine di una valle. Al suo interno, colpisce la stanza degli specchi, il grande candeliere in avorio e, nel soggiorno al primo piano, un tavolo da pranzo che, con un ascensore complesso, veniva portato al piano terra per essere apparecchiato dal personale di servizio e fatto risalire per i pasti che il Re consumava da solo, per evitare gli sguardi degli altri poiché si era notevolmente appesantito ed aveva perso quasi tutti i denti. I luoghi circostanti sono incantevoli ed il Castello, di piccole dimensioni con un’atmosfera più intima, è un vero bijoux, così come il giardino antistante con la Fontana di Nettuno, alimentata con la naturale pressione dell’acqua creata dal dislivello del bacino di raccolta. A poca distanza, Ludovico II di Baviera fece costruire la Grotta di Venere, edificio completamente artificiale, per servire da scenario all’opera Tannhaüser del suo grande amico e beniamino Richard Wagner che però non mise mai piede in quella dimora. Più in là, il Chiosco Moresco, presentato all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1867 ed acquisito dal Re qualche anno dopo. Nella strada del ritorno un piccolo imprevisto ha ammutolito la voce di un nobile sei cilindri Lancia ma nel giro di qualche minuto la maestria e competenza di Cipriano hanno risolto il problema, sentenziando che l’origine dell’inconveniente era solo un fusibile, troncando sul nascere lo sfottò dei tifosi della Casa del Portello! Per chiudere la giornata, era previsto il passaggio nel centro di Oberammergau, cittadina famosa per il culto per il mistero della Passione di Cristo, con le molte case decorate con immagini di carattere religioso. Purtroppo il centro era già chiuso al traffico in vista dei prossimi festeggiamenti della Pentecoste ed abbiamo potuto vedere solo qualche scorcio di queste case molto pittoresche. Rientro in Albergo e Cena di commiato finale alle 20.00. Fra una portata e l’altra, Alessandro Lonardelli assistito dal sottoscritto, ha ringraziato i presenti e distribuito l’ultimo gadget omaggiando alcuni di loro con regali personalizzati in funzione del loro contributo; fattivo per Max e Sabine Bauer, più grande distanza percorsa per Dominique Müllenbach, al più giovane partecipante Andrea Marai ed ancora altri piccoli ricordi legati a situazioni particolari o comiche che si sono venute a creare durante questi 4 giorni distensivi. Verso le 23.00 la maggior parte dei partecipanti ha raggiunto le proprie camere ma una piccola minoranza è rimasta fino all’una per ulteriori festeggiamenti a cui ha partecipato anche lo staff dell’albergo. Purtroppo le leggi sulla privacy ed il rispetto per le persone mi impediscono di riportare qualche gossip che mi è stato riferito sull’andazzo di questa improvvisata festicciola…
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