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[ 11.05.2010 ] - Diario di bordo 4° ed ultimo giorno ... il ritorno dei guerrieri !

ULTIMO GIORNO
Martedì 11 Maggio, alle 9.00 del mattino, i primi saluti per gli equipaggi in partenza e le ultime foto ricordo nel cortile dell’Albergo. Prima di avviarci sulla strada del ritorno, una fermata a pochi chilometri per vistare la Chiesa di Wies. La storia ci racconta che nel 1730 padre Magnus Straub e il confratello Lukas Schwaiger realizzarono la statua di un ‘Redentore flagellato’ per la consueta processione del venerdì santo, ma questa statua, coperta di sangue e ferite, destava nella popolazione credente una visione traumatizzante, di conseguenza fu messa da parte e rimase dimenticata nel solaio dell’oste del Convento di Steingaden. Nel Giugno del 1738 la contadina Maria Lory portò il Redentore flagellato nella sua masseria e diede inizio ad una profonda venerazione. Durante le preghiere vespertine, il 14 Giugno 1738, avvenne il ‘miracolo di Wies’: la contadina scorse sul volto del Redentore alcune lacrime. Questo miracolo, segnò l’avvio di un gran movimento di pellegrini. Essendo la piccola cappella poco capiente, l’abate Magnus II Mayer commissionò la ‘Wieskirche’ (1743 – 1754). Il pellegrinaggio è vivo ancora oggi, i visitatori provengono da tutto il mondo (più di un milione all’anno). L’opera fu portata a termine dai fratelli Zimmermann: Domenikus e Johann Baptist e, alcuni anni fa, la chiesa fu dichiarata dall’UNESCO bene culturale mondiale. Nella Wieskirche, l’arte del rococò con la sua apparente leggerezza, è caratterizzata da un’intensa spiritualità e determinata da profondi temi teologici. La raffinatezza e armonia della costruzione riecheggiano le 4 arti: arte e teologia, luce e musica. Il suo Motto: ‘Hoc loc habitat fortuna, hic quiescit cor.’ (Qui abita la fortuna e il cuore trova pace). Ultimissimi saluti nel parcheggio antistante la chiesa e avviamento finale dei motori per la strada del ritorno che si è svolto con un percorso diverso, molto suggestivo e reso ancora più interessante da un’inattesa deviazione che ci ha obbligati a fare un tratto in Svizzera per raggiungere il Passo Resia, Merano, Bolzano ed infine Cavaion verso le 19.00! Totale complessivo 1.120 km. Ad accoglierci, gioioso come un Pastore che ritrova le sue pecorelle, il caro Pierluigi Peron, che ha festeggiato insieme a noi con vino, panini e salame nostrano questo bel momento a chiusura del 1° Raduno Internazionale della nostra Associazione. Ancora un Grazie a Max Bauer e a tutti quelli che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento!
Nino Romeo
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